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giovedì 9 aprile 2009

La Tv del futuro.

Segnatevi la data di Giugno 2010: nessuna profezia astronomica, ma una rivoluzione, questo sì: per la prima volta Internet supererà la TV come mezzo di comunicazione più utilizzato. E c'è da giurare che non riperderà mai il primato: piuttosto cambierà pelle.

Secondo i dati del report “Europe logs on: Internet trends of today & tomorrow” pubblicato ieri da Microsoft , nel 2010 Internet sarà utilizzato in media per 14,2 ore alla settimana, contro le 11,5 ore alla settimana della TV.

Il report analizza il comportamento online degli utenti europei e delinea le tendenze per il futuro: secondo gli analisti la TV muterà radicalmente da mezzo di comunicazione a senso unico ad esperienza interattiva, con l'aiuto della banda larga,che non solo ha cambiato il modo di “navigare”, ma ha introdotto esperienze di intrattenimento innovative sul Web, inclusi i filmati online (basti pensare al fenomeno Youtube). In Italia i collegamenti broadband interessano ad oggi il 31% della popolazione (Fonte: Istat, Cittadini e nuove tecnologie 2008, febbraio 2009), con grandi potenzialità di crescita.

Il PC sta rapidamente diventando un mezzo per fruire anche di trasmissioni tv in diretta e registrate. Per alcuni segmenti di mercato, (come la fascia di età tra 18 e 24 anni) il PC rappresenta spesso l’unico schermo televisivo: 1 persona su 7, in quella fascia d’età, non guarda più la TV tradizionale, mentre il 42% dei giovani adulti guarda regolarmente la TV online.

Secondo il report nei prossimi 5 anni il PC non sarà più l’unico strumento per l’accesso ai contenuti Internet (95%), ma andrà a rappresentarne solo il 50% dell’utilizzo, man mano che aumenterà l'uso di altri dispositivi Web o altri apparecchi come TV, cellulari e console per videogiochi.

Jeffrey Cole, direttore del Centre for Digital Future, USC Annenberg School, ha commentato: “Invece di perdere terreno, la televisione acquisirà sempre maggiore importanza. La TV non è più l’unico schermo di casa, ma un complesso di contenuti audiovisivi da guardare ovunque. La televisione diventerà un’inseparabile compagna che per la prima volta uscirà di casa per mezzo del cellulare e del PC portatile. Ciò nonostante, lo schermo di casa continuerà a giocare un ruolo importante: riserveremo, infatti, i nostri contenuti preferiti al grande schermo casalingo per godere di un’esperienza di tipo cinematografico. La distanza tra la casa e il cinema non è mai stata così breve.”

Stefano Santinelli, General Manager Microsoft Consumer & Online Italia, osserva: “I tre schermi (TV, cellulare e PC) rimarranno i mezzi di comunicazione e le tecnologie più importanti della nostra vita. Mentre oggi l’esperienza è frammentata tra più dispositivi e ambienti, dalla TV del salotto al PC in camera, dal lettore MP3 al cellulare, in futuro i si potrà usufruire di esperienze di intrattenimento connesse e integrate."

Entro i prossimi cinque anni, Microsoft prevede che i contenuti video di lunga durata e l’IPTV diventeranno la normalità per una TV sempre più simile al PC, che porrà fine alla necessità di assistere ai programmi in tempo reale. I consumatori leggeranno libri, giornali e riviste su dispositivi elettronici con accesso Wi-Fi. Internet in 3D diventerà una realtà grazie alla quale gli utenti potranno sperimentare un villaggio vacanze in modo virtuale prima di prenotarlo dal PC o dal cellulare. I dispositivi smartphone saranno alla portata di tutti. Sarà sempre più naturale servirsi del cellulare per navigare sul Web, visitare i siti di social networking, condividere foto, musica, video e altri contenuti digitali.

E oggi? Benché le tecnologie siano sempre più efficaci, intelligenti e connesse, integrarle tutte rimane problematico per la maggior parte degli utenti. I contenuti digitali non sono ancora integrati nella nostra vita come dovrebbero: ci troviamo ancora a trasferire foto e brani digitali tra PC, cellulari, console per videogiochi e quant’altro. Il software e i servizi di cui ci serviamo sono troppo frammentati e ci costringono a tenere traccia di differenti social network, e queste barriere ci impediscono di sfruttare appieno il potenziale di Internet, tuttavia la rivoluzione sta arrivando, e comincerà da un passaggio semantico imortante: addio 'televisore', benvenuta 'televisione'.

Il report completo si trova su https://cid-b57b92eeed258d59.skydrive.live.com/browse.aspx/Europe%20Logs%20On?link=1

mercoledì 8 aprile 2009

Condividere e trasferire files dall’iPhone / iPod al computer e viceversa gratis

Un’applicazione free per iPhone / iPod Touch che consente di condividere e trasferire files da e verso il computer, gratis…

Discover crea una webDAV network share temporanea che permette a Windows, Mac o Linux di connettersi utilizzando un interfaccia web.

martedì 31 marzo 2009

Le email fanno scoppiare i pc.

La Sindrome di Diogene, impacchettata nell’immutabile alibi del “non si sa mai, può sempre servire”, si è infilata nel computer. Trasformandolo, spesso, in una gigantesca discarica virtuale. Non sono oggetti, ma milioni di email ad accumularsi nella memoria in vista di un’improbabile utilità successiva. E a soffrire di questa mania da archivisti, tanto compulsivi quanto disordinati, è una quota sempre più importante di internauti. L’allarme viene dalla Spagna e, in particolare, dal quotidiano El Pais, che ha consultato esperti di informatica per cercare di misurare l’ampiezza dei magazzini di spazzatura sedimentati on line. Enrique Dans, docente di sistemi tecnologici all’ Instituto Empresa, per esempio, ha classificato i seguaci di Diogene in varie categorie, secondo la gravità di sindrome.

LE DIVERSE "MALATTIE" - C’è il “revisore di conti”, che conserva tutto, però con metodo, catalogando il materiale che riceve. C’è il “selettivo” che ha imparato, a proprie spese, le conseguenze di una cassetta postale esplosa, e ora elimina con più coraggio il superfluo. C’è il “sentimentale” che si affeziona ai messaggi di posta o a chi glieli ha inviati e li custodisce secondo un filtro emotivo, come missive d’amore. E c’è il Diogene allo stato puro che non butta nulla e accatasta tutto senza criterio. All’estremo opposto, c’è il “vivalavirgen”, espressione spagnola per indicare un irresponsabile, che invece svuota sistematicamente e completamente la sua casella. Il problema, secondo i professionisti interpellati, è che - con il sempre maggior spazio offerto dai provider -, anche i navigatori più sani e meticolosi finiscono per lasciarsi contagiare dal dubbio o dalla pigrizia, rinviando la verifica su ciò che è utile e ciò che non lo è più o non lo è mai stato.

350 MILIONI DI MAIL AL GIORNO, 23 A TESTA - Gli spagnoli connessi ricevono 350 milioni di email al giorno, mediamente 23 a testa, secondo Contactlab, un’impresa specializzata in questi rilievi; e, anche con l’aiuto dei filtri sociali che dirottano i messaggi spam riconosciuti, spesso non riescono a tenere il passo nello smaltimento della corrispondenza elettronica. Sebbene il 12% degli utilizzatori si sia già dotato di dispositivi mobili per il controllo a distanza e 24 ore su 24 della posta. D’altra parte, l’80 % degli spagnoli ha più di un indirizzo email e l’11% ne ha addirittura quattro. Troppe “case” da ripulire ogni giorno. Basta una breve assenza di qualche giorno e l’ambiente è saturo. Proliferano quindi i consigli di psicologi, o di Diogeni recuperati, per sopravvivere. Tipo: non rileggere mai una seconda volta le email, per decidere che cosa farne; raggrupparle piuttosto in cartelle sotto titoli immediati come “da fare”, “leggere”, “devo”, “mi è dovuto”. E soprattutto non rinviare la risposta, se non richiede più di due minuti. La regola d’oro: inviare il minor numero di email possibile, perché più se ne mandano più se ne ricevono.